ORARI
Lunedi e Martedi 12 - 20
Mercoledi, Giovedi e Venerdi 9 - 17
Sabato 9 -13
FAD - Formazione a distanza
Gio 30 ott 2014 - Patologia orale - A cura di Dr. Balestro Francesca
Lavora con noi
Inviaci il tuo CV compilando i form. Clicca qui

31 ottobre 2014

Eruzione spontanea di denti inclusi

Bor. Benedetta   13 - 17 anni
2.3 e 4.5 inclusi - 2010 - 13 anni
2.3 e 4.5 inclusi - 2013 - 16 anni
2.3 e 4.5 erotti spontaneamente - 2014 - 17 anni
2.3 erotto spontaneamente - 2014 - 17 anni
4.5 erotto spontaneamente - 2014 - 17 anni
Presentazione
A cura di Dr.ssa Balestro Francesca e Dott. Volpato Andrea
ASO Steffy, Alessia, Antonella, Arianna, Elena, Cristina

30 ottobre 2014

Prima visita


Se il primo amore non si scorda mai, figuriamoci la prima visita dal dentista. Il contatto telefonico fa parte della prima visita. Quando il paziente chiama, ha già effettuato una serie di operazioni: ha consapevolizzato che ha bisogno di un dentista, ha selezionato e scelto quel dentista secondo determinati criteri, ed ha più o meno identificato quando può recarvisi. Rispondere prontamente al telefono, facendo un rapido profondo respiro prima di rispondere, per distaccarsi dall'azione precedente e predisporsi all'ascolto. Scandire bene il nome dello studio e annunciarsi. Esempio: " Studio dentistico dott. Rossi buongiorno, sono Carla". Ascoltare attentamente i bisogni che la persona espone. Utilizzare lo schema delle 3 C ("Chi chiama, cosa desidera, come posso esserle utile") per procedere spediti nella telefonata. Determinato il giorno e l'ora in cui medico e pazienti sono disponibili, verificare che il tempo dedicato sia sufficiente a rispettare il livello di qualità che lo studio persegue.
L'ambiente è fondamentale in prima visita e inizia dall'edificio. La targa, il campanello, la chiarezza delle indicazioni per raggiungere lo studio sono tutti indicatori del livello di qualità che lo studio adotta.  Tutto influisce sulla percezione del paziente. Immaginate di dovervi recare in un nuovo ufficio postale. Potrebbe essere in quartiere che attualmente è un po' degradato. Non trovate indicazioni chiare, non trovate posteggio, non riuscite, mentre guidate, a identificarlo chiaramente. Finalmente lo notate: l'insegna è nascosta dalle fronde di un albero e non è di impatto. Dal posteggio alla porta dell'ufficio si snoda una serie di vialetti senza indicazioni chiare su qual è quello che porta all'ufficio postale. Notate una persona avviarsi su uno di questi con un pacco, lo seguite e trovate l'ufficio postale. Entrare e nell'ufficio l'aria è viziata, le riviste sono sgualcite, la pulizia non eccelle. A questo punto possono esserci due scenari in questo piccolo film immaginario:
1. L'operatore di sportello è talmente professionale che vi accoglie con un sorriso, riesce a modificare il vostro stato d'animo, accoglie il vostro disagio per la ricerca priva di riferimenti, giustifica l'azienda distinguendo le intenzioni dai fatti, e vi accompagna nell'iter di spedizione con tanta professionalità che alla fine del servizio, potreste giudicare l'esperienza positiva
2. L'operatore di sportello è indaffarato e stressato dalla coda, affaticato, serve i clienti uno dopo l'altro con automatismo, davanti al vostro disagio sottolinea il suo, esegue il suo compito ed uscite giudicando l'esperienza negativa. 
Eppure il pacco lo avete spedito in entrambi i casi.  Eppure l'ambiente in cui si svolgono le azioni è importante tanto quanto l'azione. Sostituite il concetto di ufficio postale con studio dentistico, la persona che si avvia con un pacco con una che tiene il ghiaccio su una guancia, il quartiere attualmente degradato con quartieri che effettivamente negli anni subiscono cambiamenti significativi ed ecco descritti gli elementi che possono affossare la relazione professionale prima che questa inizi.
L'accoglienza è una fase del processo di prima visita. Essa consiste principalmente nell'accogliere il paziente, aprendo la porta o lasciando accedere il paziente in sala d'attesa. Nel caso in cui al paziente sia data facoltà di accesso alla sala d'attesa, è fondamentale che l'operatore di front office si alzi e vada a presentarsi in sala d'attesa al paziente, in nome e per conto dello studio. Un sorriso, la mano tesa e la pronuncia del proprio nome con chiarezza, daranno l'impronta dello stile di comunicazione che lo studio adotta. Verificare il nome del paziente e la correttezza della sua collocazione ( giorno, ora, puntualità e operatore destinato). Consegnare l'informativa privacy e chiedere il consenso al trattamento dei dati. Raccogliere i dati anagrafici. Secondo le decisioni della direzione si consegnerà la scheda anamnestica per la compilazione o si accompagnerà il paziente nella compilazione. L'anamnesi è un momento delicato, perché indaga la storia medica del paziente recente e remota e la storia familiare del paziente. Psicologicamente è un momento molto importante ed è fondamentale che l'operatore adotti toni e modi adeguati.. Se si sceglie di far compilare l'anamnesi al paziente in sala d'attesa, mettere a disposizione occhiali per le diverse necessità.  Se si sceglie di verificare, approfondire l'anamnesi con un operatore, è opportuno che questo aspetto avvenga nell'ambulatorio,in riservatezza. Ascoltando attentamente durante l'anamnesi, è possibile cogliere numerose informazioni sul tipo di percezione del paziente degli eventi riguardanti la sua salute, utili per il percorso di cura. Sarà infine il medico responsabile dei processi clinici a verificare, approfondire e specificare eventuali aspetti della storia medica del paziente che prenderà in carico. [Fonte]

29 ottobre 2014

Disodontiasi ottavi inferiori

Cas. Matteo - 17 anni
La prevenzione delle lesioni del nervo alveolare inferiore conseguenti ad estrazione chirurgica di denti del giudizio inferiori
di R. Barone, C. Clauser
Obiettivi. Fornire informazioni aggiornate sulla valutazione e la gestione del rischio di danno al nervo alveolare inferiore dopo asportazione chirurgica di denti del giudizio inferiori inclusi o seminclusi.
Materiali e metodi. Si discutono i dati della letteratura sulla prevalenza dei danni neurologici, sugli indicatori di rischio e sulle strategie per ridurre al minimo la probabilità di danno. 
Risultati e conclusioni. Il rischio generico di danno neurologico è inferiore al 2%, mentre la probabilità di danno permanente è inferiore allo 0,36%. Tuttavia il rischio non è uguale per tutta la popolazione, ma aumenta sensibilmente negli adulti oltre i 24-25 anni di età e nei casi associati a determinate caratteristiche radiografiche rilevabili sulle radiografie panoramiche. In questi casi è importante valutare con attenzione le indicazioni alla chirurgia e scegliere una tecnica affidabile. [continua]

Rischio biologico - Legionellosi

In odontoiatria, principalmente il rischio legionella, ma anche altre infezioni, deriva dall'acqua erogata attraverso il riunito odontoiatrico tramite spray, turbine, micromotori, ablatori.  Per questo, spesso, lo studio odontoiatrico è indicato come luogo a rischio. I rischi derivano dalla formazione del biofilm batterico attraverso la contaminazione già presente nell'acqua della rete idrica o tramite l'aspirazione dei flussi orali dagli strumenti utilizzati dal professionista che utilizzano l'acqua. Molte le ricerche presenti in letteratura che approfondiscono questi rischi; già negli anni '60 fu segnalata e studiata l'esistenza del biofilm e le problematiche connesse. I successivi lavori di ricerca indicarono come il biofilm macrobiotico si formasse a partire dai microrganismi presenti nei fluidi orali aspirati nei condotti idrici attraverso le parti del riunito come turbine, micromotori, siringhe aria/acqua, ablatori. Alla formazione del biofilm concorrono entrambe le concause di contaminazione, anche se l'acqua di rete di per sé non avrebbe un'alta carica batterica. Se consideriamo che nel riunito i liquidi ristagnano per oltre il 90% del tempo si capisce come diventino favorevoli le condizioni affinché le poche colonie di microrganismi si moltiplichino e assumano valori rilevanti. Il biofilm eleva le concentrazioni batteriche nell'acqua a livelli pericolosi (superiori a centomila batteri per millilitro), nutre, protegge e rende resistenti i batteri ai normali disinfettanti e riduce le capacità di reazione del sistema immunitario nei confronti dei batteri inglobati. Questo rischio riguarda anche gli strumenti che vengano a contatto durante la cura con materiale organico del paziente; i microrganismi aderiscono alle loro superfici e poi vengono nuovamente liberati durante l'utilizzo nel cavo orale di un paziente successivo. La contaminazione da paziente dei circuiti idrici in ambito clinico è testata da diversi studi. Essi ne indicano un incremento progressivo nel corso della giornata, direttamente proporzionale cioè al numero degli assistiti e indipendentemente dall'applicazione o meno della tecnica del flussaggio, vale a dire il lavaggio forzato del circuito dopo ciascun trattamento. Si è dimostrato insomma che nel riunito si annida un rischio infettivo e che esso non può essere risolto con la sterilizzazione del solo strumento. Oggi questi rischi sono notevolmente ridotti grazie a sistemi presenti nel riunito odontoiatrico di nuova generazione dotati di una serie di sistemi per la prevenzione della contaminazione. Tra questi le valvole antiriflusso, i raggi UV, i sistemi di alimentazione con acqua distillata o acqua sterile provenienti da serbatoi indipendenti, sistemi di risciacquo forzato o flussaggio, filtri nei punti di erogazione, sistemi automatici di disinfezione che immettono all'interno del circuito idrico soluzioni disinfettanti. L'Associazione Odontoiatrica Americana (ADA) raccomanda l'impiego di valvole antiretrazione e il flushing per 30 secondi da ciascuno degli strumenti che utilizzano acqua del riunito prima dell'esecuzione di un intervento al fine di evitare infezioni crociate legate a patogeni orali. Scopo del flushing è infatti l'eliminazione meccanica dei microrganismi presenti all'interno del circuito idrico. Ricerche pubblicate confermano come la massima efficacia delle nuove valvole antiretrazione mentre viene consigliato la sostituzione del semplice flushing con i nuovi dispositivi anticross-infection che associano al moto turbolento dei liquidi l'utilizzo di per ossidanti e disinfettanti. [Fonte Odontoiatria 33 - 28 ott 2014]

28 ottobre 2014

Sorveglianza Sanitaria

RESPONSABILITÀ DELL'IMPRENDITORE PER L'IMPIEGO DI DIPENDENTI SENZA VISITA MEDICA
La Corte di Cassazione ha statuito, sulla base delle dichiarazioni raccolte nel verbale ispettivo, la responsabilità per il mancato rispetto degli obblighi sulla sicurezza sul lavoro nei confronti dell'imprenditore che impiega i dipendenti senza visita medica. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 43807/2014, ha chiarito che il verbale dell'ispettore del lavoro costituisce una prova contro l'imprenditore in quanto si tratta di un atto irripetibile e, al pari di quelli redatti dalla polizia giudiziaria, va inserito nel fascicolo del dibattimento. [Fonte ASCOM]


26 ottobre 2014

Macchie bianche o Leucoplachia?

Il termine leucoplachia viene utilizzato per identificare una lesione prevalentemente bianca del cavo orale che pone il paziente a un variabile grado di rischio di ammalarsi di cancro orale e la cui diagnosi può essere posta solo dopo aver escluso tutte le altre patologie o condizioni che si manifestano con lesioni orali di colore bianco. Secondo le recenti evidenze scientifiche il paziente affetto da leucoplachia presenta un rischio maggiore di ammalarsi di cancro non solo in corrispondenza della lesione stessa, ma in ogni sede della cavità orale. Numerose malattie possono manifestarsi a livello della cavità orale come macchie bianche. Una diagnosi provvisoria di leucoplachia può essere proposta solo dopo aver scartato tutte le possibili condizioni di natura definita. La diagnosi definitiva di leucoplachia può essere ottenuta unicamente in seguito all'integrazione del dato clinico con quello istopatologico. Clinicamente la leucoplachia appare come una macchia o placca bianca, generalmente asintomatica e localizzabile in qualsiasi sede della cavità orale. Sulla base dell'aspetto macroscopico è possibile classificare queste lesioni in due tipi: "leucoplachie omogenee" e "leucoplachie non omogenee". È importante interpretare la leucoplachia come una lesione dinamica, in virtù delle modificazioni che possono manifestarsi durante il decorso clinico di questa condizione. La frequenza di evoluzione della leucoplachia in cancro orale riportata nella letteratura scientifica risulta estremamente variabile. Gli studi in letteratura che hanno analizzato le implicazioni pratiche degli strumenti ausiliari alla diagnosi delle lesioni orali, da utilizzare negli studi odontoiatrici, denotano una mancanza di efficacia di questi sistemi. Attualmente, il protocollo consigliato è un accurato esame clinico delle mucose orali svolto alla poltrona, seguito da eventuale consulto con lo specialista in Medicina orale che provvederà, se necessario, a effettuare il prelievo biopticoL'adeguata comunicazione e la corretta informazione sono elementi fondamentali per stabilire un'alleanza terapeutica con il paziente, indispensabile nella gestione di pazienti affetti da condizioni per le quali non esistono trattamenti di provata efficacia, come la leucoplachia.

24 ottobre 2014

Agenesie dentali

Zam. Alex - 13 anni
Agenesia 4.5 - 3.5
7.5 - 8.5 in arcata
Agenesia 4.5 - 3.5

Letteratura scientifica

Chirurgia orale
Conservativa
Endodonzia
Implantologia
Medicina generale e Odontoiatria
Nutraceutica
Ortodonzia
Parodontologia
Prevenzione dentale 
Scienza dei materiali