02 settembre 2017

Radiologia odontoiatrica

SSL - Radiologia Odontoiatrica
Raggi X e Tac fanno venire il cancro? Spesso si crea confusione su cosa provoca un tumore: a volte i dubbi sono legittimi, altre si tratta di bufale. Questa la risposta dell'esperto oncologo Massimo Di Maio, consigliere dell’Aiom, l'Associazione Italiana di Oncologia Medica. Non è raro che si crei confusione su cosa può provocare un tumore: esistono teorie oggi superate che continuano a tornare «a galla» e numerosi «falsi miti» duri a morire nonostante la scienza abbia ampiamente dimostrato che si tratta di bufale prive di ogni fondamento. E poi ci sono delle domande ricorrenti, dubbi che nascono dal «sentito dire» o che hanno un fondamento, per i quali esiste una risposta provvisoria o definitiva, che però non sempre viene fornita in modo chiaro. È il caso di raggi X e Tac, per i quali spesso si temono conseguenze nocive, così come per molte radiazioni somministrate a fini medici. Dove sta la verità? «Alcune radiazioni sono dette ionizzanti, vale a dire che, avendo una grande energia, sono in grado di modificare la struttura degli atomi di cui è composta la materia - spiega Di Maio -. Le radiazioni ionizzanti includono: i raggi X (inclusi quelli impiegati per le radiografie e le Tac), i raggi gamma, le particelle alfa, le particelle beta e i raggi ultravioletti (inclusi i raggi solari). È provato che le radiazioni ionizzanti, quando colpiscono e danneggiano le cellule del nostro corpo, sono cancerogene, ovvero possono determinare un aumento del rischio di tumori. L’aumento del numero di tumori in soggetti esposti alle bombe atomiche (Hiroshima e Nagasaki), così come l’aumento del numero di tumori in chi è stato esposto alle radiazioni seguite agli incidenti nucleari di Chernobyl e Fukushima confermano appunto che le radiazioni ionizzanti sono cancerogene per l’uomo. In teoria, tutti i tessuti del corpo sono potenzialmente soggetti al danno cancerogeno indotto dalle radiazioni». Il calcolo rischi-benefici. «In pratica, ci sono alcuni tessuti e organi che più di altri sono sensibili: prima di tutti il midollo osseo (con un’aumentata incidenza di leucemie), nonché la tiroide (con un aumento del numero dei tumori che colpiscono quest’organo). Inoltre si registra, anche a distanza di vari anni dall’esposizione patologica, un aumento del numero dei casi di tumore al polmone e di neoplasie in altri organi del corpo. Anche la radioterapia, strategia terapeutica basata sull’impiego di radiazioni e comunemente utilizzata nel trattamento di molti tipi di tumore, può determinare un effetto cancerogeno sui tessuti sani irradiati. Naturalmente è importante sottolineare che questo effetto (al pari di tutti gli altri possibili effetti collaterali della terapia) è ben noto ai medici quando propongono al paziente la radioterapia: in questi casi, gli effetti positivi attesi dal trattamento sono superiori ai rischi teorici». Esami solo se necessari. «Le radiazioni associate all’esecuzione di esami strumentali come le radiografie e la Tac sono ovviamente molto più limitate rispetto a quelle provocate dagli incidenti nucleari, ma sono comunque associate a un rischio aumentato (sebbene piccolo) di sviluppare un tumore. Per questo motivo, è importante sottolineare che, al pari di tutti gli esami, anche questi vengono richiesti dai medici solo quando sono realmente necessari e utili per le decisioni terapeutiche: in queste situazioni, i vantaggi dell’esecuzione di una Tac o di una radiografia sono maggiori rispetto al piccolo rischio cancerogeno associato alle radiazioni. Nessun panico, quindi: occorre fiducia nell’utilità delle terapie e degli esami diagnostici proposti dai medici» conclude Di Maio. [Vera Martinella - Corriere.it - 31 ago 2017]
Utilizzo della TAC Cone Beam nello Studio Dentistico
La professione odontoiatrica rappresenta, nell’ambito medico, una specialità molto particolare, sicuramente unica per molti aspetti. Il dentista è un medico che contestualmente alle attività di diagnosi, esegue quotidianamente una ampia tipologia di prestazioni, che sempre più richiedono, oltre ad una operatività tecnica estremamente raffinata, anche l’utilizzo di attrezzature di supporto molto sofisticate. Spaziando ad esempio dalle cure più semplici alle riabilitazioni più complesse negli adulti, oppure dalla prevenzione ai trattamenti ortognatodontici nei ragazzi, l’Odontoiatra si avvale da tempo dell’utilizzo di apparecchi radiologici che, con l’avvento del digitale, hanno subito una evoluzione tecnologica estremamente importante. Oggi anche il dentista può giovarsi di apparecchi molto avanzati, pensiamo ad esempio alla TAC Cone Beam, che garantendo immagini diagnostiche di grande qualità con dosaggi contenuti a garanzia della salute del paziente, consentono di indirizzare il clinico verso una cura di qualità. L’Odontoiatra può svolgere le indagini radiodiagnostiche complementari all’esercizio clinico della propria attività, in virtù di una norma, il Decreto Legge n. 187 del 26 maggio 2000, che ha disciplinato per la prima volta in maniera compiuta l’utilizzo degli strumentari di radiodiagnostica, sia sotto il profilo della protezione sanitaria che di tutela dei pazienti contro i pericoli delle radiazioni emesse da questi apparecchi. Nel decreto in oggetto si stabilisce che l’attività di radiodiagnostica, di norma riservata al Medico Radiologo Specialista, possa essere svolta in via complementare anche dall’Odontoiatra a supporto delle attività di diagnosi e cura delle patologie del cavo orale così come previsto nella Legge n. 409/85. Il Dentista, non solo ha facoltà di poter utilizzare gli apparecchi radiologici, ma l’esigenza di garantire una diagnosi ed una cura adeguata, “consiglia” per molti aspetti, l’utilizzo di questi strumenti nell’attività diagnostica e terapeutica, ferma restando la grande attenzione che deve essere posta in merito all’appropriatezza clinica degli esami eseguiti. E’ il motivo per cui, partendo dall’analisi del vigente quadro normativo che la regola la materia, in particolare la Lg. n. 409 del 1985 e il D.Lg. n. 187 del 2000, l’Associazione Italiana Odontoiatri, con il prezioso supporto dell’Avv. Maria Maddalena Giungato, ha predisposto un parere pro veritate che si propone di fare chiarezza sul tema della Radiodiagnostica in Odontoiatria. Ecco i punti salienti del documento che AIO mette a disposizione di tutti gli Associati ed è consultabile al sito al link sottostante.
  1. L’Odontoiatra può svolgere attività radiodiagnostiche complementari all’esercizio della propria attività clinica utilizzando direttamente gli Apparecchi radiologici (Rx Endorali, Ortopantomografi e Teleradiografi, TAC Cone Beam)
  2. L’attività di radiodiagnostica deve essere strettamente e inscindibilmente collegata alle “…..attività di diagnosi e terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti….” che, ai sensi della L. n. 409/85, l’Odontoiatra svolge in favore del paziente.
  3. L’attività di radiodiagnostica complementare, che in molti casi è indispensabile per eseguire una corretta diagnosi e un’adegata terapia, deve essere contestuale, integrata e indilazionabile
  4. L’Odontoiatra non può effettuare esami radiologici per conto di altri sanitari, pubblici o privati, né possono essere redatti o rilasciati referti radiologici, in quanto l'utilizzo di apparecchiature radiodiagnostiche in via complementare risulta essere ammesso limitatamente alle sole condizioni prescritte dal decreto legislativo n. 187/2000

Adempimenti
01 mar 2016. Controllo biennale delle apparecchiature radiologiche dello Studio. Valutazione del Rischio Fisico. Ditta Boseggia e Zanella
18 feb 2014. Controllo biennale delle apparecchiature radiologiche dello Studio. Valutazione del Rischio Fisico. Ditta Boseggia e Zanella
Formazione 
19 apr 2017 - Ing. Enrico Stella/EQ. Incontro di formazione per tutto il Personale ASO 
14 ott 2016 - Ing. Enrico Stella/EQ. Incontro di formazione per tutto il Personale ASO
29 apr 2015. Ing. Enrico Stella/EQ. Incontro di formazione per tutto il Personale ASO
16 apr 2014. Ing. Enrico Stella/EQ. Incontro di formazione per tutto il Personale ASO
SDB
Consenso informato e consapevole alle indagini diagnostiche radiologiche
ISO 9001 - 2.5.15 - Prot07 - Utilizzo e gestione del radiografico
ISO 9001 - 2.5.17 - All62 - Informativa Rx
Radiazioni ionizzanti
Radiologia Odontoiatrica 

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Bibliografia