10 agosto 2017

Studi dentistici. Quale futuro?

Le paure e il riscatto del dentista “no global”
Era stato un economista del Corriere della Sera ad alzare il velo sulle nostre paure, facendoci capire che gli spettri erano arrivati e che le previsioni nefaste erano realtà. Il titolo, ormai famoso, di quell’articolo (cui il presente fa il verso) era La solitudine del dentista globalizzato firmato nel 2010 da Dario Di Vico. Un articolo lucidissimo in cui solo le conclusioni finali erano disarmanti, laddove si commenta che «i dentisti dovrebbero dare carattere “filosofico” alla loro professione. Dovrebbero evitare di inseguire la concorrenza low cost e puntare sull’allargamento del mercato. Due terzi delle famiglie non vanno dal dentista nemmeno una volta durante l’anno e bisognerebbe invece inventare una consulenza a tutto tondo, capace di pianificare la prevenzione e di ampliare il campo d’intervento fino all’estetica del sorriso e la cura dell’alitosi».

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