30 agosto 2020

Rischio COVID-19

Fino a quando?
Questo credo che nessuno possa saperlo. L’impressione, vedendo come sia bastato per riattivare i contagi un po’ di “via vai” e di rilassatezza vacanziera, è quella che lo studio odontoiatrico dovrà cominciare a pensare (e di conseguenza strutturarsi) che alcune delle precauzioni indicate ed adottate, dovranno diventare strutturali. Protocolli, tecniche ed anche strumenti che possano tenere sotto controllo aerosol ed il diffondersi di queste maledette “goccioline” che trasportano il virus diventeranno probabilmente definitive e non straordinarie. Così come avete fatto per l’HIV, l’epatite e tutte gli altri rischi.
Studio odontoiatrico che parte, però, da una posizione di forza con la consapevolezza che le procedure messe in campo per prevenire il rischio di contagio nello studio funzionano, e non solo perchè lo dice la letteratura.
Nei quasi tre mesi di ripresa dell’attività degli studi odontoiatrici dopo il lockdown, non si è venuti a conoscenza di casi di contagio da Covid-19 avvenuti in uno studio odontoiatrico. Ma non solo, l’unico caso di dentista positivo, perché contagiato durante le vacanze in Croazia, di cui si è venuto a sapere attraverso le cronache ha confermato che quanto indicato ed adottato per proteggere pazienti ed operatori in studio, funziona. I 100 pazienti dello studio che sono venuti a contatto con l’odontoiatria prima che si accorgesse della positività ed interrompesse l’attività, e quindi sottoposti al tampone, sono risultati negativi (almeno così indicava in agosto la stampa locale).
E questa, mi sembra, sia la migliore rassicurazione che possiate dare ai vostri pazienti ed al vostro personale: lo studio odontoiatrico è un posto sicuro, magari meno glamour dei locali vip della Sardegna, ma certamente più Covid Free. [Odontoiatria33 - 30 agosto 2020]

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