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26 settembre 2019

Profilo ASO. Un atto di civiltà sanitaria. Un atto di inciviltà giuridica.

Nella lettera al Direttore, il dott. Raffaele Prencipe sostiene che non si sarebbero dovute prevedere norme retroattive.
Gentile direttore, In tema di profilo ASO e sulla necessità di normare la figura di Assistente dello Studio Odontoiatrico, ritengo che non ci sia nessuna parola da fare: si tratta di un fatto di civiltà sanitaria. Detto questo, qualche ora dopo la firma alla Conferenza Stato-Regioni, si è reso chiarissimo che l’applicazione pratica avrebbe scontentato tutti: datori di lavoro e ASO. Il peccato capitale è stato quello della retroattività. Istituisci una nuova figura regolamentata dalla legge? Bene. Allora deve partire da oggi, non da anni prima. Si tratta di un principio sacrosanto, quello della non retro-attività delle leggi. Che qualcuno desiderasse questo profilo pro domo sua, ovvero per costruire una montagna di corsi a pagamento, è un pensiero lecito. A pensare male si fa peccato, ma difficilmente ci si sbaglia. La questione è stata che tutti quanti avevano voluto quel profilo hanno iniziato uno scaricabarile importante trovando soluzioni adatte ai propri adepti, ma dimenticandosi di decine di migliaia di assistenti che si sarebbero viste sbarrare la strada al lavoro da queste nuove norme e dalla sua applicazione pratica. Sarebbe stato sufficiente sedersi attorno a un tavolo e trovare in tempi brevi le adeguate soluzioni. Non è stato fatto e non desidero in questa sede argomentare sulle ragioni. Certamente quando tiri le pietre non puoi aspettarti mazzi di fiori. È come in politica: non ci sono più avversari, ci sono solo nemici da insultare e cercare di abbattere. E così non funziona. Io non so tra un anno quante delle circa 90.000/100.000 ASO italiane saranno in regola con le norme. Temo molto poche e tutti saranno costretti a trovare una soluzione. Volente o nolente. Intanto molte si trovano a spasso a fare altri lavori: cameriere, contadine, etc. La soluzione CSO sarà una soluzione: di ripiego certamente, ma una soluzione praticabile. Non la condivido, ma comprendo le ragioni che spingeranno molti colleghi a risolvere la questione in questo modo. Dott. Raffaele Prencipe [Odontoiatria33 - 25 set 2019]

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