13 gennaio 2018

La relazione Medico Paziente







Alan Pampallona, direttore generale della Fondazione Giancarlo Quarta Onlus, ci parla della valorizzazione del rapporto medico-paziente: la struttura di ricerca studia gli effetti di questa iterazione nella società. Illustra la recente Carta che parla di “cura dei bambini”, con indicazioni su come affrontare le problematiche relative da vari punti di vista (medici e psicologici), un’attenzione ai medici per aiutare i pazienti che la Fondazione Quarta porta avanti da anni. [a cura di Luigi Ripamonti /CorriereTV]
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Prefazione
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I benefici effetti del rapporto tra paziente e proprio medico
Vantaggi del rapporto di cura "incrementale"
Atul Gawande è un saggista e autore di libri che riflettono sulla medicina contemporanea, noto soprattutto per aver contribuito, grazie ad articoli pubblicati su riviste scientifiche e al best-seller Checklist: come fare andare meglio le cose, alla diffusione delle checklist nelle sale operatorie, strumento capace di ridurre significativamente morti e complicanze nel corso di interventi chirurgici. Atul Gawande lavora negli Stati Uniti: è un docente ad Harward e un chirurgo, eppure, in un saggio scritto qualche mese fa e recentemente tradotto dall'Internazionale, afferma che le cure di un medico di base salvano più vite e fanno bene a più persone, nel lungo periodo, rispetto agli interventi degli specialisti, chirurghi compresi. Affermazioni sostenute da studi "dai quali emerge che nei paesi dove c'è una percentuale più alta di medici generici c'è un minor tasso di mortalità", che "le persone curate principalmente dai medici generici hanno un tasso di mortalità più basso" e ancora che "un aumento del 10% dell'assistenza di base ha migliorato tanto la salute della popolazione che se si aggiungessero dieci anni di vita a tutti, non si arriverebbe a pareggiarne i benefici". Atul Gawande spiega come questi effetti siano il risultato di un modello di medicina che lui chiama incrementale, caratterizzato dalla costruzione di un rapporto di consuetudine, quasi familiare, tra medico e paziente. Rapporto che non solo favorisce la fiducia nel curante e nei trattamenti che prescrive, che quindi vengono seguiti più scrupolosamente, ma facilita la regolarità delle visite, rendendo possibile il monitoraggio di interventi a lungo termine, come quelli sulle cronicità o quelli preventivi, i cui effetti sono spesso i più rilevanti per la salute. Anche rispetto alle cosiddette eccellenze. E pure la diagnostica trae vantaggio dal rapporto medico-paziente, perché spesso è la profonda conoscenza di chi abbiamo davanti a permetterci una corretta diagnosi. Il dottor House è cosa buona per la televisione.[Lodi G. Odontoiatria33 - 12 gen 2018]