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20 ottobre 2015

Investire nell’edilizia ospedaliera o sul capitale umano dei medici?

Il documento unitario di tutte le segreterie regionali dei medici che denuncia il degrado della Sanità regionale, ha avuto ampio risalto su tutti gli organi d’informazione, anche nazionale e non è questa la sede per riprendere i motivi della legittima protesta. Serve invece come punto di partenza per una considerazione di fondo che interessa tutti i cittadini: quando i responsabili della nostra Sanità sostengono che le infrastrutture sanitarie del Veneto sono tra le più avanzate in Italia, hanno ragione. Si tratta però di intenderci sul significato delle parole e di capire che cosa significhi il termine “investimenti”. Che sono stati numerosi nell’edilizia ospedaliera ma che non hanno portato grandi benefici al cittadino da assistere, anzi. Perché per fare cassa e tentare di pareggiare i bilanci non si è rimediato agli impieghi distorti delle sempre minori risorse a disposizione, ma si è preferito il solito ricorso ai tagli lineari, che significa inevitabilmente impoverire i servizi al cittadino. Sorge quindi legittima una domanda: è preferibile investire in capitale edilizio o non sarebbe meglio investire in capitale umano? Insomma, un buon ospedale lo fanno i muri e le sale operatorie o gli organici adeguati di buoni medici? E l’assistenza sul territorio si migliora imponendo tagli di prescrizioni ai medici di famiglia o lasciandoli lavorare secondo scienza e coscienza? Se i burocrati veneziani stimano come patrimonio regionale gli ospedali, si chiedano anche quale sia la differenza tra entità patrimoniale e reale valore dei beni. E il reale valore di un ospedale non è la cifra che è costato e il valore dell’area sulla quale insiste ma è dato dalle cure che riesce a erogare, dai servizi che offre al cittadino, dalle eccellenze del personale, dalla validità della ricerca. Il vero patrimonio della Sanità è nel capitale umano, e si valuta sull’insieme di conoscenze, competenze, abilità e professionalità dei medici e del personale infermieristico. Un patrimonio che necessita di investimenti sulla formazione, riqualificazione, addestramento dei medici e del personale. Insomma bisogna investire in salute! A ben vedere la differente visione della Sanità, dei medici da una parte e dei politici tecnocrati dall’altra, è tutta qui. [Fonte Il Giornale di Vicenza - "Stetoscopio" dell' 11/11/2014]